Danza · Musica · Paesaggio
Castroreale
GEA CULPA
“Gea Culpa” è una terra di solitudine condivisa.
E’ un mondo di figure e suoni appartenenti più alla psiche che alla realtà, un sogno da svegli.
La storia di Gea è un racconto interrotto, lo sliding doors\l’incidente di percorso che porta a confrontarsi con un altro essere: una figura non troppo definita, un ipotetico sé rimasto ingabbiato. Da quel momento in poi si apre un limbo fatto di tempo e scelta, gabbia e libertà, limite e superamento.
Il bivio senza segnaletica è: scegliere di condividere con la propria parte errante una quotidianità sfacciata, accontentandosi di una realtà smezzata o uscire da questa catena di interruzioni e ritrovare la libertà?
Sarà necessario abbandonarsi, rinascere completamente e ogni tanto con nostalgia pensare “wish you were here” per poi proseguire.
Creazione e Ideazione: Aura Calarco
Interpreti: Aura Calarco, Gaia Mondini/swing Stefania Menestrina
Musiche: Mix originale di Artisti Vari e composizioni di giovani autori contemporanei.
Vincitore Premio Theodor Rawyler 2024 e Finalista Premio Twain_direzioniAltre 2023
Produzione COB Compagnia Opus Ballet
Con il sostegno di Fondazione Horcynus Orca e Res Extensa
PANTA RHEI
Due corpi si immergono nel flusso continuo dell’esistenza, attraversando trasformazioni, cicli e mutamenti. La danza diventa materia liquida, dialogo in movimento, ascolto profondo. “Non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume”: ogni gesto è unico, ogni incontro irripetibile. Nulla si ferma, tutto scorre e il corpo, in perenne divenire, si fa riflesso del mondo.
Compagnia Petranuradanza
Coreografie Salvatore Romania Laura Odierna, con Giulia Morandi e Aby Koshy Biju
Musiche Claude Debussy Produzione Megakles Ballet con il sostegno del Mic e Regione Sicilia Assessorato Turismo Sport Spettacolo
SIRENE
Sirene si inserisce con forza nel tema della resistenza perché propone il cammino come pratica corporea e collettiva di perseveranza, adattamento e presenza. Attraverso l’atto di lasciare la casa fisica e attraversare spazi urbani spesso marginali, la performance rende visibile una resistenza quotidiana e silenziosa: quella di chi continua a muoversi, ad abitare, a esistere nonostante la perdita, lo sradicamento e la precarietà. Il corpo che cammina, che ascolta e che resta in relazione con il paesaggio diventa un gesto politico, capace di opporsi all’invisibilità e all’indifferenza. In questo senso, Sirene rappresenta una resistenza che si costruisce nel tempo condiviso, nell’attenzione, nell’atto di rimanere presenti insieme.
Idea, regia e performance: Sara Vilardo | Drammaturgia: Sara Vilardo e Sonja W. Thomsen | Testi: Sonja Winckelmann Thomsen | Composizione sonora: Camilla Rosselli | Assistente alla regia: Gaia Barco | Voce fuori campo: Gabriele Reboni | Co-performer: Thelma Vilardo
Website e grafica: Sonja Winckelmann Thomsen | Traduzioni testi: Sara Vilardo,
con un ringraziamento speciale a Stefano Casi e James Trinca per i preziosi suggerimenti
Con il supporto di Statens Kunstfond/Danish Arts Foundation -DK,
Co-produzione: CrossProject/IT, KIT/Metropolis, DK
Progetto vincitore in Italia del “Progetto CURA” 2024 –
https://www.youtube.com/watch?v=XACL_50caaU
I SEE YOU, I FEEL YOU
PRIMA NAZIONALE
FREE DANCE
Performance partecipativa con ausilio di cuffie.
Due donne attivano lo spazio con un movimento continuo che si trasforma e si sposta, generando slittamenti di prospettiva e livelli di visione, attraversando distanza, prossimità e relazione. Il corpo diventa misura del tempo e dispositivo di ascolto dell’altro.
Il pubblico è gradualmente attivato dal movimento e invitato a scegliere il proprio livello di partecipazione: osservare, spostarsi, entrare nello spazio, muoversi in un silent party.
Un esperimento basato sullo studio dei neuroni a specchio, in cui distanza e prossimità attivano una connessione empatica, aprendo a una progressiva libertà di azione.
La performance costruisce una situazione di presenza condivisa, in cui i confini tra performer e spettatore restano aperti.
Istruzioni per il pubblico: portare un paio di occhiali da sole
Istruzioni per il pubblico: portare un paio di occhiali da sole
Ideazione, coreografia e performance: Giorgia Di Giovanni
Co-creazione e performance: Leonora Civiletti
Musiche: Dj-set | samples | marranzani | Vitu Vinci aka Pierfrancesco Mucari
Produzione: Balletto Civile, in collaborazione con Vento di Scirocco
FOTOTROPICA
PRIMA NAZIONALE
Una pianta nasce per un atto di fiducia in se stessa: annusa l’aria per capire dove mettere radici e procede alla cieca cercando un luogo fertile in cui crescere e sbocciare, investendo tutte le sue energie nel suo tentativo di esistere e sopravvivere.
La vita è una sfida che richiede grande creatività: la pianta dovrà trovare soluzioni, sviluppare strategie e trasformarsi molto per poter rimanere in vita.
In questa performance immersiva site-specific, nata dall’idea di abitare il Giardino Botanico del MuMa Museo del Mare Milazzo, il corpo vuole trovare questa resistenza silenziosa e gentile in cui la vera forza emerge dall’attesa, dall’andamento discontinuo e dalla metamorfosi continua. Tentativi, prove, fallimenti e ripartenze: un movimento della vita verso la vita, inevitabile come il bisogno di una pianta (e di un’artista) di cercare la luce, di trovare il suo posto luminoso all’ombra dei giganti.
Coreografia e performance Shahrzad Mohsenifar
Musiche Salvatore Sciarrino
Costumi Santa Di Giacomo
Produzione Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni
con il sostegno di Rename Company presso La Caffetteria della Danza
CAPRICCIO
“Capriccio” è un assolo in cui la musica barocca diventa matrice e motore del movimento. Le sue architetture ritmiche e melodiche, dense di tensioni e di ombre, guidano il danzatore in un percorso fisico che trasforma il corpo in strumento sonoro, capace di incarnare il crescendo emotivo delle variazioni musicali.
Ogni gesto nasce dall’ascolto: il linguaggio corporeo si modula, si espande e si frantuma seguendo l’energia travolgente delle opere barocche, che alternano ordine e impeto, misura ed eccesso. In un dialogo serrato con la partitura, l’interprete attraversa un contrappunto interiore di forze opposte, dove armonia e contrasto convivono nello stesso corpo.
La performance traccia così una drammaturgia astratta ma profondamente emotiva, in cui il corpo diventa paesaggio sonoro in movimento, rivelando la fragilità, la tensione e la forza che abitano l’interiorità umana quando si abbandona al ritmo di una musica che continua a risuonare oltre il tempo.
Coreografia GiuseppeMuscarello
con Ludovica Messina
produzione Muxarte
Unione Colori | Cromie resistenti
Dispositivo coreografico aperto
Unione Colori | Cromie resistenti è una performance di movimento che si configura come progetto artistico e formativo, orientato alla costruzione di una visione plurale della normalità. Il lavoro utilizza corpo, gesto e materia cromatica come strumenti espressivi e relazionali, capaci di restituire valore alle differenze.
Il progetto è liberamente ispirato al libro Andrea così com’è, che affronta i temi dell’identità e della trasformazione, di Nunzia Lo Presti, presente in scena come performer e attrice. Da questa matrice prende forma una drammaturgia fisica e visiva autonoma, in cui il movimento diventa linguaggio condiviso, in cui il colore, tra trasformazione e combinazione, esperienza del cambiamento e della convivenza delle differenze.
Performance dedicata a piccoli-adulti e adulti-bambini
Ideazione e coreografia: Giorgia Di Giovanni
Co-creazione e performance: Nunzia Lo Presti
Assistente regia: Elisa Koy
Venerdì 24 luglio h21.00
Piazza delle Aquile, Castroreale
Amàru_ o sulla nostalgia
Dispositivo coreografico aperto
Amáru esplora la nostalgia non come rimpianto, ma come forza attiva e ambigua che spinge il corpo a guardare indietro per poter avanzare. È una tensione tra ciò che è stato e ciò che non può tornare, tra desiderio di permanenza e trasformazione. In scena, il corpo diventa archivio e ferita, gesti ripetuti e interrotti evocano frammenti di infanzia, affetti e identità, senza mai ricostruirli davvero. Tutto emerge come eco, immagine sfocata, sensazione persistente. Il movimento oscilla tra abbandono e resistenza, rivelando il ricordo come rifugio e prigione. La scena è uno spazio sospeso, dove il corpo tenta di riconoscersi mentre muta. La nostalgia qui non consola: è instabile, a tratti violenta, legata al desiderio di appartenenza e alla perdita. In questo scarto nasce la danza, come atto fragile di esposizione e resistenza, che invita lo spettatore a confrontarsi con la propria memoria emotiva.
Coreografia e regia: Adriano Popolo Rubbio
Danzatori e collaboratori: Fabiola Donati e Francesco Alex Petta
Musiche originali: William Mazzei
Voce canto: Laura Finocchiaro
Costumi e scene: Adriano Popolo Rubbio
Produzione: Ass. La Rocca ets col supporto di Fortezza Est
Vincitore del premio Pillole 2025
Con il sostegno della Fondazione Yana Cini
Venerdì 24 luglio h22.00
Piazza delle Aquile, Castroreale
Figliasanta
anteprima site specific
Un’opera di teatro-danza e musica dal vivo che attraversa il territorio sensibile del rapporto materno, della memoria, della generatività e dell’appartenenza.
La creazione prende spunto dalla figura antropologica del “figlio santo”, pratica informale diffusa nel Sud Italia tra Ottocento e Novecento, in cui un bambino veniva affidato e custodito da un’altra famiglia. Da questa immagine nasce una riflessione più ampia e universale: il bisogno umano di appartenere a un luogo, a una relazione, senza essere trattenuti.
Figliasanta indaga ciò che genera e ciò che viene generato: non solo figli, ma gesti, relazioni, identità, immaginari. La generatività viene intesa come atto profondamente umano: la capacità di dare forma a qualcosa che prima non esisteva.
di e con Ludovica M. Poerio & Sergio Beercock
produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni
con il sostegno di Campsirago Residenza, Piccolo Teatro dei Biscottari
Sabato 25 luglio h21.00
Piazza delle Aquile, Castroreale
Resistenza
Progetto speciale – Opere Gentili
DJ set / Musica dal vivo
Un duetto site-specific tra Adriano Popolo Rubbio e Vitu Vinci, costruito come un dialogo continuo tra corpo e suono. Il movimento si fa invito, il suono si apre all’ascolto, lo spazio diventa un rito collettivo, una festa condivisa. La performance si sviluppa come un fuoco che accende e si dirama, creando prossimità e relazione. Un gesto vivo di avvicinamento alle nuove generazioni, in cui stare insieme, abitare lo spazio e partecipare diventano un atto di resistenza.
Il Dj-set sarà manipolato e trasfigurato attraverso un processo di reinvenzione e riconsegnate alle nuove generazioni come chiamata ad una danza collettiva, come un rito per una rinnovata coesione sociale che punta dritto alla resistenza contro una sempre più distonica contemporaneità.
La performance per InCastro festival è legata a due opere:
“Planetes Asteres” degli Artigiani Sanchez, per cui Il cosmos ha un corpo e dentro al nostro corpo c’è il cosmos, del progetto Opere gentili.
“Monumento per un poeta morto”, rinominato Finestra sul mare, ideata da Tano Festa, inno al colore e all’infanzia, un affaccio sull’infinito, opera della Fiumara d’arte.
Coreografia e danza Adriano Popolo Rubbio
DJ set, samples, marranzani — Vitu Vinci aka Pierfrancesco Mucari
Produzione Komoco
Sabato 25 luglio h22.00
Piazza delle Aquile, Castroreale
Illusione
Progetto speciale – Opere Gentili
Musica dal vivo
Nell’incontro tra danza e musica, Giovanna Velardi e Monica Demuru intrecciano un dialogo fatto di corpi, movimento, voci e suono.
Al centro di questo incastro c’è Illusione #1, opera dell’artista Milo Floramo: una porta acchiappa-sogni attraversata dalla memoria della farfalla rubata, custodita dalla pietra lavica sulla quale era poggiata. Donata nell’ambito dell’omonimo progetto di InCastro Festival, l’opera riappare oggi come presenza simbolica, custode di memoria, ferita e rinascita. Attorno a essa si compone una trama di relazioni, evocazioni e visioni che interroga il modo in cui guardiamo e interpretiamo ciò che ci circonda.
Dentro la parola Illusione convivono infatti significati molteplici e contraddittori: prendersi gioco, ingannare, giocare, scherzare, credere di vedere, sentire o percepire ciò che forse non esiste davvero. L’illusione è il modo in cui la realtà si lascia attraversare dai desideri e dalle aspettative; è l’attesa di qualcosa che potrebbe restare incompiuto, sospeso tra immaginazione e possibilità.
danza Giovanna Velardi
musica dal vivo Monica Demuru
produzione PinDoc
con il contributo di MiC e Regione Siciliana
Lunedì 27 luglio h21.00
Piazza delle Aquile, Castroreale
Gioco gentile
Progetto speciale – Opere Gentili
Musica dal vivo
Scegliere di rimanere nella speranza, come pratica gioiosa e attiva.
Guardarsi negli occhi. Regolare il ritmo, rispettare i silenzi, lasciare che il corpo parli. Muovere, scuotere, integrare.
In tempi di pandemia algoritmica, mettere il corpo in relazione è già un atto di resistenza.
Gioco gentile è un’alleanza effimera — una danzatrice, un musicista, un pubblico —, un dialogo sostenuto dall’ascolto reciproco e dalla presenza.
La gentilezza emerge qui non come gesto simbolico, ma come pratica poetica e azione quotidiana: coltivare affetti, tessere legami, gestare forme di comunità e opporsi, con delicatezza, alla paralisi della paura e dell’isolamento.
Osservare lo spontaneo e abitare la vulnerabilità si propongono così come altre forme di forza e di resistenza sensibile.
di e con Laura Aris Álvarez
batteria e percussioni Cristiano Calcagnile
produzione Associés asbl, in collaborazione con Vento di Scirocco
Lunedì 27 luglio h22.00
Piazza delle Aquile, Castroreale
Prima Nazionale
[TRA] è un’indagine coreografica sul rapporto tra corpo e spazio. Attraverso un dialogo tra
performance live e installazione video, il lavoro esplora la capacità umana di abitare il cambiamento.
Il corpo si fa metafora di un’identità che, pur restando fedele alla propria struttura, si rimodula costantemente per adattarsi a nuovi contesti. In questo passaggio tra “luoghi” diversi, lo sguardo dell’altro diventa lo specchio in cui la nostra presenza si trasforma, interrogandoci su cosa resti invariato quando tutto il resto muta.
Ideazione, coreografia e interpretazione Rebecca Pianese
Musica Pierfrancesco Mucari
Visual Art Director Mariafrancesca Godino
Produzione della compagnia Déjà Donné con il sostegno del MiC e Regione Lombardia
Martedì 28 luglio h21.00 e h22.00
Piazza delle Aquile, Castroreale
I rami non sono ancora secchi
Progetto speciale – Opere Gentili
Musica dal vivo
E’ un inverno apatico, grigio, annichilito dal passaggio delle auto. Vola basso silenzioso, siamo tutti concentrati a non pensare e far finta che nulla accada. Serve l’oscurità a prendersi gioco di noi, che utilizzi tutti i suoi pregi, che ci mostri ogni segno più incisivo, che ci attragga ad essa. Ma non sarà lei la soluzione. C’è qualcuno che ancora sta cercando dove nessuno cerca. Sul nascere danza, festeggia il suo ritorno in auge: La Natura.
di e con Sara Cavalieri
musica dal vivo Alfredo Giammanco
Produzione Tocnadanza Venezia
Progetto nato post covid, tramite la produzione di uno short film insieme al fotografo e videomaker Matteo Mangherini, dalla necessità di ritornare alla natura come stato primordiale e simbiotico, da cui librarsi ed espandersi.
Martedì 28 luglio h21.00
Piazza delle Aquile, Castroreale
Fuori pasto
Progetto speciale InCastro
“Fuori pasto” è una performance partecipata che indaga la dimensione relazionale tra corpo e ambiente attraverso il cibo, visto non solo come nutrimento ma come cassa di risonanza di gesti, ritmi, usanze e memorie. Questi, spesso invisibili o invisibilizzati, diventano materia coreografica in grado di raccontare forme di conoscenza incarnata come prassi di resistenza.
di e con Malomodo Studio | Francesca Melina, Gioele Bertin, Elisabetta Magistri |
produzione CHIASMA ETS, con il supporto di Vento di Scirocco
Ringraziamo per le preziose conversazioni e collaborazioni: Giuseppe Coppolino (Il
Mulino), Grazia ed Enrico Rampi (Contrada Crizzina), Paolo Faranda, Alessandro Crisafulli,
Dario Triolo (Sylvaticus), Carmelo Pace, Elena Giorgianni
Mercoledì 29 luglio h19.00
Piazza delle Aquile, Castroreale
Caronte
Caronte è una performance che tenta di decostruire l’immaginario dell’inferno come luogo ultraterreno, affidando alla figura mitologica il significato di una fragilità. Figura di transizione e di traversata, diviene qui attraverso il corpo, accettazione e ironia di ciò che resta invisibile: l’esperienza di panico e della paura. La performance si sviluppa come un viaggio intorno al tema della paura, in cui la “zattera di colore ferrigno” è una piscina gonfiabile dalla quale lasciarsi trasportare.
coreografia e interpretazione Camilla Montesi
musica di Michele Uccheddu
una co-produzione di Santarcangelo Festival
con il sostegno di Scenario Pubblico Compagnia Zappalà Danza
Mercoledì 29 luglio h21.00
Chiesa S.S. Salvatore, Castroreale
Corpi Liturgici
Ogni liturgia nasce da uno spazio fisico e da azioni che lo definiscono. Nella danza, corpi e spazio generano insieme un cerimoniale laico, concreto e simbolico. In Corpi liturgici due performer abitano una tensione continua: radicati alla terra e al palcoscenico, ma insieme protesi verso un altrove, in una dialettica che produce una ricerca delicata e incessante, un’aspirazione al trascendente.
La creazione, che Roberto Zappalà dedica a San Francesco nell’ottavo centenario della morte (2026), si configura come una preghiera fisica: un inno alla vita e alla natura, dove il corpo diventa metafora del creato e sua lode. Non è un caso che la partitura ispiratrice, Just di David Lang, rimandi al Cantico dei Cantici attribuito a Salomone.
La semplicità e il rigore del dispositivo scenico amplificano una scrittura coreografica che, a partire dal linguaggio MoDem, si apre all’estasi: i “laudato sì” si rivolgono alle parti del corpo, in una liturgia che celebra l’umano come spazio del sacro.
coreografia: Roberto Zappalà | musica: David Lang | danza e collaborazione: Maud de la Purification | e con: Fernando Roldan Ferrer | da un’idea di: Roberto Zappalà | drammaturgia: Nello Calabrò | assistente alle coreografie: Fernando Roldan Ferrer | una produzione: Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza in collaborazione con Cilentart Fest | con il sostegno di MiC Ministero della Cultura e Regione Siciliana Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo
Mercoledì 29 luglio h22.00
Chiesa S.S. Salvatore, Castroreale
Just Before Now – anteprima
Just Before Now è un progetto coreografico per tre performer, pensato per spazi non convenzionali e contesti urbani, in cui il corpo diventa luogo di relazione, tensione e decisione. La performance si costruisce a partire da azioni semplici che si ripetono, si spezzano e si trasformano nel tempo. Il movimento non è fissato, ma emerge dal dialogo tra i corpi, dal rapporto con il luogo e dalla prossimità con il pubblico.
La relazione è la struttura del lavoro: tra i performer, con lo spazio e con chi osserva. Ogni gesto apre una direzione possibile, ogni variazione modifica l’equilibrio della scena.
Non c’è una narrazione lineare, ma una dinamica di attraversamenti, interruzioni e cambi di ritmo che espongono i corpi al rischio del presente.
Just Before Now non cerca una forma, ma una pratica viva: un modo di stare nel tempo e nello spazio, lasciando che il contesto ridefinisca continuamente ciò che accade.
un progetto di Danilo Smedile
con Sara Cavalieri, Camilla Montesi e Danilo Smedile
musica Luca Vianini
con il sostegno di Solares Fondazione delle Arti nell’ambito del percorso di accompagnamento supportER – Rete Anticorpi Emilia-Romagna 2025/2027
con il supporto di ArtGarage, Casa Fellini/Teatro Comunale di Gambettola
Giovedì 30 luglio h19.30
Piazza delle Aquile, Castroreale
Trame
TRAME è una performance/installazione site-specific sulla relazione, sulle sue trame invisibili, sui nodi, gli attriti e le risonanze che abitano ogni dialogo autentico, che si fa fiume di ricordi personali e archivio di memorie che scorrono sottopelle tra le pieghe, le toppe e le cuciture del corpo.
Al centro della ricerca la prossimità dei vissuti e del legame umano tra le performer, un cordone infinito, una gigante stratificata matassa, anche nido. Quell’enorme raro patrimonio che richiede un silenzioso e paziente rituale di cura. Una sinfonia fragile che scompone e ricompone il corpo a due alla ricerca, a volte sfrenata e quasi impossibile, di una idilliaca fusione per tessere uno spazio intimo unico e comune, ma
anche di un’armoniosa narrazione plurale, che richiede ascolto, pazienza, attesa e delicata manualità.
di e con: Federica Aloisio e Federica Marullo
Musiche: Angelo Sicurella
Produzione: PinDoc
Coproduzione: Limone Lunare
Con il sostegno di: Diaria
Stare al Mondo
Progetto speciale – Opere Gentili x Fiumara d’arte
Musica dal vivo
STARE AL MONDO in relazione con La Piramide del grande artista Maura Staccioli. Un’indagine fisica tra corpo, parola e spazio, costruita all’interno della Piramide. Un lavoro site- specific dove emerge l’incipit della ricerca sulla drammaturgia fisica, base della poetica di Balletto Civile. Una riflessione sulla potenza della grazia in cui corpo e parola si intrecciano. La performance sarà accompagnata dal canto armonico di Renato Miritello.
Progetto speciale | Opere Gentili x Fiumara d’arte ◇
Coreografia e danza: Emanuela Serra
Musica dal vivo Renato Miritello
Produzione Balletto Civile
Sabato 1 agosto h20.00
Piramide 38° Parallelo, Motta d’affermo
Musica dal vivo
Nel 2026 il Festival ospita Emanuela Serra e Alessandro Pallecchi, danzatori di Balletto Civile, con un laboratorio volto a condividere con i partecipanti un primo seme del linguaggio della Compagnia e con una performance pensata per iniziare una ricerca site-specific con i luoghi del Festival: LAND #INCASTRO creata e danzata da Serra/Pallecchi.
Ideazione e danza: Emanuela Serra, Alessandro Pallecchi
Coreografie: Alessandro Pallecchi
drammaturgia: Emanuela Serra
Musica dal vivo: Pierfrancesco Mucari
Produzione: Balletto Civile
Resistenza
Progetto speciale – Opere Gentili x Fiumara d’arte
Dj set/ Musica dal vivo
La performance per InCastro festival è legata a due opere:
“Planetes Asteres” degli Artigiani Sanchez, per cui Il cosmos ha un corpo e dentro al nostro corpo c’è il cosmos, del progetto Opere gentili.
“Monumento per un poeta morto”, rinominato Finestra sul mare, ideata da Tano Festa, inno al colore e all’infanzia, un affaccio sull’infinito, opera della Fiumara d’arte.
Coreografia e danza Adriano Popolo Rubbio
DJ set, samples, marranzani — Vitu Vinci aka Pierfrancesco Mucari
Produzione Komoco
Lunedì 3 agosto h21.00
La Finestra sul Mare, Reitano